Egitto. Senato approva con 208 voti mozione di cittadinanza per Zaki

13 i contrari e 33 gli astenuti. Inizialmente erano state presentate due mozioni, una del Pd e l’altra di M5s, che sono poi confluite in un ordine del giorno per consentire un’unica votazione. L’aula del Senato ha approvato con 208 voti a favore, 33 astenuti (tra loro i senatori di Fdi) e nessun contrario l’ordine del giorno che impegna il governo “ad avviare tempestivamente mediante le competenti istituzioni le necessarie verifiche al fine di conferire a Patrick George Zaki la cittadinanza italiana ai sensi del comma 2 dell’articolo 9, della citata legge n.91 del 1992”.

Inizialmente erano state presentate due mozioni, una del Pd e l’altra di M5s, che sono poi confluite in un ordine del giorno per consentire un’unica votazione. Rispetto alla mozione a prima firma Verducci (Pd) e Segre, presente in aula, il dispositivo dell’odg approvato è stato modificato con le raccomandazioni della viceministra Marina Sereni che ha invitato a inserire nella mozione un riferimento alla necessità di verificare tutte le condizioni in vista della possibile concessione della cittadinanza, misura che potrebbe rivelarsi addirittura controproducente rispetto all’obiettivo del rilascio di Zaki. Inizialmente infatti la mozione dem impegnava tout court il governo “ad intraprendere con urgenza tutte le dovute iniziative affinché a Zaki sia riconosciuta la cittadinanza italiana”.

Amnesty: “Bene. Dimostra che vicenda è una priorità per Parlamento italiano”

L’approvazione della mozione che impegna il governo ad avviare l’iter per concedere la cittadinanza italiana a Patrick Zaki è un atto importante, che dimostra come la vicenda dello studente egiziano dell’Università di Bologna che ha superato i 14 mesi di detenzione sia una priorità che il Parlamento italiano intende affrontare e continuare a seguire con attenzione”. Così ha dichiarato in una nota Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, dopo il voto favorevole alla mozione discussa oggi in Senato. “Auspichiamo che la concessione della cittadinanza italiana, oltre che a ribadire che quella di Patrick Zaki è una vicenda di violazione dei diritti umani che riguarda anche il nostro paese, possa favorire la scarcerazione di Patrick”, ha aggiunto Noury. Il portavoce ha aggiunto: “Non possiamo però non rilevare l’incoerenza di un governo che pur dimostrandosi, con l’impegno assunto oggi, preoccupato per le sorti di Patrick Zaki, prosegue senza soluzione di continuità i propri rapporti con un governo repressivo com’è quello del presidente al-Sisi: è di pochi giorni fa infatti la consegna della seconda fregata militare allo stato egiziano”. Noury pertanto conclude: “Ribadiamo ancora una volta che nessuna motivazione politico-economica può far passare in secondo piano le orribili violazioni dei diritti umani in Egitto come quelle cui è sottoposto Patrick Zaki da oltre 14 mesi e che colpiscono tantissimi attivisti, avvocati, difensori dei diritti umani e giornalisti detenuti arbitrariamente solo in ragione delle loro opinioni”.